Intolleranze alimentari

Come affrontare le intolleranze alimentari

 

Tra i cibi quotidiani, in apparenza graditi e innocui, si possono nascondere alimenti verso i quali il nostro corpo ha sviluppato le cosiddette intolleranze alimentari, o meglio “infiammazioni da cibo”: si tratta di reazioni dose dipendenti (proporzionali alla quantità di alimento introdotto), i cui sintomi sono legati all’accumulo di sostanze non tollerate dall’organismo e che compaiono con un certo ritardo rispetto all’assunzione del cibo (sino a 72-96 ore dopo l’ingestione), per questo non è possibile collegare in modo automatico cause ed effetti. Nelle allergie ai cibi invece i sintomi sono immediati e si presentano subito dopo l’assunzione del particolare alimento.

 

Le sostanze infiammatorie liberate dalle cellule immunitarie al momento dell’assunzione degli alimenti mal tollerati da origine ad una serie di disturbi che si possono manifestare nel tempo:

  • sintomi generali: stanchezza, ritenzione idrica, borse oculari, sonnolenza postprandiale, alitosi, aumento della sudorazione;
  • sistema nervoso: cefalea, ansia, depressione, irritabilità, scarsa memoria, difficoltà di concentrazione, vertigini;
  • apparato respiratorio: difficoltà di respirazione, asma, tosse, rinite allergica, sinusite, faringite, bronchite;
  • apparato cardiocircolatorio: alterazioni della pressione arteriosa, palpitazioni, extrasistoli;
  • apparato gastro-enterico: gastrite, gonfiore, senso di nausea, dolori e crampi addominali, disturbi dell’alvo (diarrea, stitichezza), aerofagia, sindrome del colon irritabile;
  • apparato urogenitale: cistiti, vaginiti, candidosi, sindrome premestruale;
  • apparato muscolo-scheletrico: crampi, tremori muscolari, debolezza muscolare, dolori articolari, infiammazioni muscolo-tendinee, artrite;
  • epidermide: prurito locale e generalizzato, acne, eczema, dermatiti, psoriasi.

 

In presenza di intolleranze alimentari adotto un protocollo alimentare di recupero della tolleranza e della capacità selettiva della barriera intestinale, riducendo l’infiammazione ed evitando pericolose carenze nutrizionali.