Mutazione genetica MTHFR e dieta

In questo periodo ci capita di sentir parlare di rischio trombotico e indagine genetica MTHFR. Ma che cos’è l’MTHFR?

L’MTHFR (metilentetraidrofolato reduttasi) è un enzima che, attraverso l’intervento della vitamina B12, converte l’omocisteina in metionina, fondamentale per la costruzione delle proteine, ed è implicato in alcune fasi cruciali del metabolismo dei folati (vitamina B9).

La mutazione MTHFR è un polimorfismo comune, con una frequenza in Europa del 50% circa degli eterozigoti (uno dei genitori ha dato il gene corretto – con le giuste istruzioni – e l’altro mutato) e del 20% circa degli omozigoti (entrambi i geni ereditati dai genitori sono mutati).

La mutazione MTHFR è stata messa in relazione con varie problematiche, alcune delle quali sono:

  •  emicrania con aura
  • stanchezza cronica
  • depressione e schizofrenia
  •  poliabortività e difetti del tubo neurale
  •  infertilità
  • suscettibilità al cancro

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DETOSSIFICAZIONE

La detossificazione è un processo di vitale importanza per il nostro organismo.

Siamo infatti esposti quotidianamente e in maniera massiccia ad inquinanti ambientali, alimentari, additivi, pesticidi, cosmetici, prodotti chimici e atri xenobiotici (sostanze “estranee” al nostro organismo) a cui dobbiamo prontamente far fronte. A tal scopo, siamo dotati di un sistema enzimatico di detossificazione che neutralizza ed elimina gli xenobiotici attraverso tre fasi.

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ANORESSIA E BULIMIA

8 SINTOMI PER AIUTARCI A RICONOSCERE I DISTURBI ALIMENTARI

Sempre più presi dalla frenesia della quotidianità, arriviamo al punto da non riuscire a condividere molti momenti della giornata in famiglia.

Questo fa sì che spesso ci accorgiamo di eventuali disturbi del comportamento alimentare nei nostri ragazzi (sia maschi che femmine) quando sono già cronicizzati. 

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ANORESSA E BULIMIA… E LOCKDOWN!

Un’epidemia di cui si parla troppo poco in questo momento.

A seguito del lockdown i pazienti con disturbi alimentari sono aumentati significativamente.

Si stima infatti che, durante l’emergenza sanitaria e il conseguente isolamento, i DCA (disturbi del comportamento alimentare – anoressia e bulimia nervosa e binge eating) e il relativo tasso di mortalità, siano aumentati almeno del 30%. Essi possono essere causati e/o peggiorati dal trauma del trovarsi soli, senza amici, in situazione di angoscia e paura, e da un equilibrio familiare turbato dalle tensioni dovute al lockdown.

I DCA coinvolgono maggiormente i ragazzi dagli 11 ai 25 anni, che utilizzano il cibo come mezzo per esprimere il proprio disagio, eliminandolo o abusandone.

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L’importanza di una dieta antinfiammatoria

In questi anni si sente molto parlare di “inflammaging”, condizione che indica lo stato di infiammazione cronica associata all’invecchiamento, come conseguenza della perdita dei meccanismi protettivi della cellula nei confronti degli agenti nocivi ambientali, chimici, fisici e biologici. A differenza della vitale infiammazione acuta, quella cronica, senza dare segnali evidenti, porta ad un progressivo invecchiamento e logoramento dell’organismo.

L’inflammaging costituisce un fattore di rischio altamente significativo:

  • Non esiste malattia cardio-vascolare senza prima un processo infiammatorio della parete dei vasi sanguigni.
  • Non esiste una malattia neuro-degenerativa che non sia accompagnata da neuro-infiammazione
  • Non esiste tumore senza il concorso di un processo pro-infiammatorio

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E’ quasi autunno e cadono… I CAPELLI!

Si avvicina l’autunno e sempre più persone iniziano a lamentare un’abbondante perdita di capelli.

La vita dei capelli ha un andamento stagionale:  nascondo d’inverno (in particolar modo a dicembre e gennaio), crescono bene in primavera, bloccano la loro crescita in estate e in autunno cadono!

In ogni capigliatura, maschile e femminile, sono contemporaneamente presenti le 3 fasi vitali dei capelli: l´80 – 90 % circa dei capelli si trova in fase di nascita e crescita, il 2% circa nella fase di blocco di crescita e il 13% circa nella fase terminale di caduta. Se la percentuale dei capelli in fase di blocco  di crescita e di caduta supera la percentuale indicata (15% totale), compaiono diradamenti e calvizie. 

La vita del capello è gestita da ormoni condizionati dalla durata e dall’intensità della luce solare.  La secrezione di melatonina dovuta al cambiamento di intensità dei raggi solari, influenza gli androgeni e gli estrogeni. I primi fanno perdere i capelli, i secondi li fanno aumentare.

La maggiore produzione di melatonina autunnale (dovuta appunto alla riduzione dei raggi solari) induce il consumo di alimenti ricchi di zuccheri (coccola tipica delle serate più lunghe e fresche), che a cascata portano ad un aumento del testosterone, responsabile della caduta dei capelli nell’uomo e nella donna.

In questo periodo, quindi, sia per contrastare la calvizie, che lo sbiancamento, è necessario ridurre i carboidrati, e garantire con l’alimentazione un apporto corretto di proteine ricche di aminoacidi solforati (cisteina, lisina, metionina), nonché i sali minerali magnesio, zinco, rame e zolfo, per meglio costruire la cheratina dei capelli.

Anche in questo, l’alimentazione conta!

OBESITA’ E COVID 19

Dall’inizio dell’epidemia, la popolazione anziana è la più coinvolta e ha pagato in termini di vittime il costo maggiore. Anche se sono stati segnalati decessi correlati a COVID-19 in giovani adulti, l’età media dei pazienti deceduti resta alta ed è pari a 80 anni (mediana pari a 81 anni, quasi 20 anni in più rispetto all’età mediana dei casi segnalati al sistema di sorveglianza integrata sui casi COVID-19 positivi, che è pari a 62 anni). Molti presentano patologie croniche pregresse; le più frequenti sono le cardiopatie (46%) seguono il diabete (30%), l’insufficienza renale (20%) e malattie croniche respiratorie (19%), infine i tumori (16%), ictus/ischemie cerebrali (10%); tra tutte meno frequenti le malattie croniche del fegato (4%). L’ipertensione è segnalata nel 68% delle cartelle cliniche e l’obesità nell’11%. 
In Italia la maggior parte degli ultra 65enni (58%) è in eccesso ponderale:
– il 44% in sovrappeso (con un Indice di Massa Corporea – IMC – compreso fra 25 e 29,9) – il 14% obeso (IMC ≥30).

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Il glutatione

Continuiamo a mantenere alte le nostre difese immunitarie facendo il pieno di GLUTATIONE e vitamina C.

Sappiamo tutti ormai quanto è consigliata l’assunzione di vitamina C in questo periodo, per la sua azione antiossidante che ci aiuta a difenderci dai patogeni. In pochi però conoscono l’importanza del glutatione.

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